
Interni · Ristrutturazione di un palazzo storico
Palazzo Signorile
Cartongesso, cornici in gesso e faretti al posto degli stucchi: un piano nobile rimesso a misura di chi ci abita.
- Luogo
- Rivello (PZ)
- Anno
- 2025
- Superficie
- 265 m² al piano nobile
Scheda progetto
- Tipologia
- Interni · Ristrutturazione di un palazzo storico
- Luogo
- Rivello (PZ)
- Anno
- 2025
- Superficie
- 265 m² al piano nobile
- Committente
- Committenza privata
Cosa abbiamo fatto
- Rilievo e ricostruzione 3D
- Progetto d'interni
- Studio di controsoffitti e cornici
- Render fotorealistici
- Varianti di finitura
Un piano nobile di primo Novecento, soffitti a tre metri e mezzo e una famiglia che voleva viverci davvero, non custodirlo. Il progetto non ha aggiunto ornamenti né tolto carattere: ha spostato tutto quello che una casa di oggi richiede — impianti, luce e armadi — dentro un controsoffitto disegnato come se fosse sempre stato lì.
14
render consegnati
2
varianti di pavimento
6
ambienti progettati
30
cm di controsoffitto
Quello che c'era
Il palazzo era rimasto com'era da decenni: stanze grandi, finestre ad arco con i telai in noce, soffitti alti e nessuna presa dove serviva. Bello da guardare, faticoso da abitare.
I committenti — due adulti e due ragazzi — non chiedevano un restauro filologico, e nemmeno un appartamento contemporaneo calato dentro un guscio antico. Chiedevano che il palazzo restasse un palazzo e che funzionasse come una casa di oggi. Tutto il progetto sta nel tenere insieme queste due frasi.
Il cartongesso come progetto
In un edificio storico gli impianti non si nascondono nei muri: sono murature portanti in pietra, e ogni traccia diventa un cantiere. Li abbiamo portati tutti in alto, dentro un controsoffitto in cartongesso.
Non un piano liscio calato sulla stanza, ma un disegno: riquadri concentrici che riprendono la partitura degli stucchi originali, e un canale perimetrale che stacca il bordo dal muro. Il soffitto scende di trenta centimetri e la stanza sembra più alta di prima, perché adesso ha un contorno di luce invece di un angolo.

Le cornici, ridisegnate
Le cornici in gesso ci sono tutte — sui soffitti, attorno ai riquadri, alla base delle pareti — ma non sono copie. Abbiamo ridotto il rilievo, tolto ogni ornamento e tenuto solo le proporzioni: modanatura doppia, spigolo netto, nessuna foglia.
È il punto in cui il progetto diventa davvero classico moderno: la grammatica è quella antica, il segno è contemporaneo. Sulle pareti della zona notte lo stesso disegno diventa boiserie — riquadri vuoti che danno ritmo al muro senza arredarlo.

Faretti al posto dei lampadari
Un palazzo così chiederebbe lampadari. Nelle stanze principali non ne abbiamo messo nessuno: la luce generale è affidata a faretti da incasso, allineati sulla griglia dei riquadri, e alla linea nascosta nella cornice perimetrale.
Gli oggetti classici restano — le lampade da tavolo in porcellana, i paralumi plissettati, gli specchi a cornice bianca — ma fanno atmosfera, non illuminazione. È una divisione di compiti che tiene la stanza pulita di giorno e calda la sera.

Due pavimenti, una decisione
Sul pavimento della zona notte i committenti si sono fermati per tre settimane: gres effetto legno sbiancato, chiaro e continuo con il resto della casa, oppure rovere a spina ungherese, più caldo e più coerente con l'edificio.
Invece di descriverlo, lo abbiamo reso. Stesse stanze, stesse inquadrature, stessa ora del giorno: cambia solo il pavimento. La spina ungherese ha vinto in camera e nel bagno patronale; il gres chiaro è rimasto nella zona giorno e nelle stanze dei ragazzi.


Il bagno patronale
Nel bagno il classico si fa più discreto: lastre di marmo a tutta altezza, una fascia bassa in pietra grigia e un solo fondale decorato, dentro la doccia.
Il mobile lavabo a due vasche è un pezzo classico vero, con la specchiera bianca a cornice sopra. A bilanciarlo, nicchie ricavate nello spessore e illuminate da dentro, e la rubinetteria in ottone anticato — l'unico metallo caldo di tutta la casa.


La cabina armadio
Una delle camere in eccesso è diventata cabina armadio. Sui tre lati corrono ante a specchio inquadrate di bianco, che raddoppiano la stanza e le finestre; al centro un'isola in rovere con il piano in marmo, l'unico legno a vista del piano nobile.
La toeletta con lo specchio retroilluminato chiude la parete di fondo. In pianta era la camera in eccesso, quella senza destinazione. È finita per essere il pezzo migliore del piano nobile.

Le stanze dei ragazzi
Ai due ragazzi abbiamo dato la stessa struttura e due linguaggi opposti. Nel primo, un piano di lavoro continuo lungo la finestra, una fascia a righe come zoccolatura e il murale del supereroe: il classico resta nel soffitto e nelle porte in noce.
Nel secondo, le montagne dipinte a campiture piatte, la testiera a steccato e due sospensioni plissettate — le stesse forme classiche del resto della casa, guardate da un metro e venti da terra.


In un edificio in pietra la domanda non è che cosa aggiungere, ma dove far passare gli impianti senza aprire le murature. Il controsoffitto è la risposta: dentro ci corre la canalizzata, da sotto resta il soffitto di prima.
Nota di progetto
Abaco dei materiali
Con che cosa è fatto il progetto
Altre viste
Le viste rimaste fuori dal racconto
Elaborati grafici
Le tavole consegnate con il progetto
Con un render non si costruisce. Dallo stesso modello 3D estraiamo piante, sezioni e particolari quotati: i disegni che il committente porta in cantiere e su cui le imprese fanno un preventivo serio.
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